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Le legature nel tutoraggio. Errori da non fare - Coltivare l'orto

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Le legature nel tutoraggio. Errori da non fare

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Quando una pianta dell’orto comincia a crescere troppo in altezza, va sostenuta con degli appositi TUTORI (per esempio, una canna). Che cosa usare per le legature? Come approntare senza spese un praticissimo distributore di legacci.
Tradizionalmente, per le legature in agricoltura si usa la rafia, cioè una fibra vegetale essiccata e ridotta in “cordicelle” lunghe circa un metro, di colore bianco-grigio. Molti contadini ricavano legacci da varie piante, ma questo deve ritenersi un uso di emergenza. In effetti le occasioni di fare legature nell’orto sono infinite, non solo per sostenere gli ortaggi ma per qualsiasi altra attività, come tutti quelli che hanno a che fare con la campagna possono immaginare.


Pianta di melanzana legata al tutore
Sicuramente va evitato lo spago reperibile in gomitoli, perché è troppo tagliente e rischia di danneggiare le piante. La legatura deve essere fatta in modo che il materiale usato nonle danneggi. Nelle coltivazioni industriali esistono delle legatrici a pistola che vengono usati, per esempio, nei vigneti. Si tratta di un attrezzo spesso costoso.


Un rotolo di rafia sintetica reperibile in commercio
Nei nostri piccoli orti sarebbe sufficiente la classica rafia, che si può trovare ancora nelle ferramenta o nei Garden Certer. La rafia ha lo svantaggio di essere composta da mazzi di legacci lunghi non più di tanto, quindi difficili da gestire sia quando si vuole avere sempre un legaccio a portata di mano sia quando, usato un pezzo della lunghezza richiesta, il pezzo rimanente è troppo corto per altri


Non sciogliere il capo esterno del rotolo: il filo verrà utilizzato prelevandolo dal foro centrale del rotolo
Personalmente ho risolto il problema di portare sempre con me dei legacci, quando mi muovo nell’orto, nel modo che descrivo nelle foto. Normalmente uso dei rotoli di rafia sintetica, lunghi 400 metri ma di dimensioni molto ridotte.
Togliendo il rotolo dalla confezione, occorre evitare di sciogliere subito la legatura che mantiene il capo  del filo sulla superficie esterna del rotolo.


Ecco il capo recuperato dal foro interno del rotolo
Invece, estrarre l’altro capo dal centro del rotolo, aiutandosi con un cacciavite o un altro oggetto. A questo punto il rotolo si può infilare nella tasca dei pantaloni, dove starà comodamente, mentre il capo liberato si può passare sotto la cintura lasciandolo penzolare per un breve tratto.


Il rotolo va messo nella tasca dei pantaloni, dove può entrare comodamente
Ogni volta che serve un pezzo di spago basta tirare il capo che pende dalla cintura: lo spago si svolgerà nella tasca, lungo la parte interna del rotolo, che resterà perciò intatto: lo si consumerà dal di dentro.
In qualche tasca della camicia si potrà tenere un taglierino, (anche questo è sempre bene portarlo con sé) con il quale taglieremo il legaccio alla lunghezza desiderata.
Senza nessuna spesa, ci saremo costruiti un praticissimo distributore di legacci.


Il capo (proveniente dalla parte interna del rotolo) va fatto passare sotto la cintura: tirandolo uscirà comodamente nella lunghezza desiderata, ed il rotolo si conserverà compatto nella tasca.


Gli ortaggi vanno legati ai tutori senza strozzarli, cioè lasciando le legature lente in modo che i fusti possano crescere liberamente
Buon orto a tutti !!!
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