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Le piantine da orto innestate - Coltivare l'orto

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Le piantine da orto innestate

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Le piantine da orto innestate


La coltivazione di piante da orto innestate si sta diffondendo sempre di più a livello industriale, da almeno venti anni a questa parte ma ha avuto un deciso incremento da quando è stata vietata la disinfestazione dei suoli con il Bromuro di Metile ed è diventata impellente la necessità di trovare altri metodi per salvaguardare le piante
La diffusione ha ridotto I costi di produzione per cui oggi si trovano piantine innestate anche per le piccole coltivazioni da orto, a prezzi accessibili anche se non trascurabili (si parla ancora di circa 2 euro a piantina).Per quanti coltivano poche piante, anche in vaso sul balcone, diventa possibile usare piantine innestate. Poiché se ne parla molto, in questo post  espongo I vantaggi e gli svantaggi



Verdure più belle con le piantine innestate
Anzitutto va detto che non tutte le piante vengono innestate: la pratica (per ora) è limitata a quelle a ciclo estivo, per lo più solanacee (pomodoro, melanzana, peperone) e cucurbitacee (anguria, melone, cetriolo, zucca).I vantaggi derivanti dall’uso di piante innestate consistono in una maggiore resistenza a malattie come la verticillosi, la fusariosi e  la radice suberosa, ed a parassiti come i nematodi.


Piantine di pomodoro innestate
Inoltre si ottiene una  più abbondante dovuta alla maggiore pezzatura dei frutti ed alla maggior durata del ciclo produttivo. Il principale svantaggio consiste nel prezzo ancora elevato, e nella difficoltà di produrre da soli piantine innestate.Innestare una pianta significa inserire un rametto preso da una pianta di varietà commercialmente valida,  detto nesto, sul tronco di un’altra poco produttiva ma molto rustica.


Piantine innestate
Le due parti, inizialmente separate, vengono accostate e formano rapidamente un corpo unico. La forza della pianta portatrice dell’innesto viene trasferita al nesto, che produce con maggiore vigore e beneficia della sua resistenza alle malattie. In pratica è la stessa tecnica da sempre usata perle piante da frutto.


Il punto in cui le due parti vengono a contatto (taglio in rosa) si riconosce perché viene protetto con un manicotto plastico (nella figura in blu)

Se non si è più che esperti non conviene sperimentare da soli le tecniche di innesto: la produzione di piantine innestate viene svolta da personale specializzato in vivai che poi le distribuiscono per la vendita al dettaglio. Nella messa a dimora delle piantine innestate occorre tenere presente alcuni accorgimenti.
- Il punto di innesto (generalmente protetto da una guaina) non va assolutamente interrato, ma deve restare fuori terra;


Il portainnesto (marrone) sporge dal terreno, e tende ad emettere germogli (B). Questi vanno eliminati. Il nesto, invece, tende ad emettere radici che si dirigono verso terra (A). Anche queste vanno eliminate
- la pianta va sostenuta con un tutore, per evitare che si spezzi nel punto di innesto;
- qualora il fusto portainnesto emetta dei germogli, questi vanno subito eliminati perché sottrarrebbero forza al nesto;
- qualora il nesto emettesse delle radici che tendono ad interrarsi, anche queste vanno tolte.


L'innesto deriva dall'unione di un portainnesti, pianta ruwtica e robusta ma poco pregevole dal lato della produzione, con una pianta di qualità merceologica superiore


Un'altra tecnice di innesto, illustrata dalle figure.
Buon orto a tutti !!!
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